L’UNIONE SARDA – RISCHIO PETROLIERE, UN PORTO PIÙ SICURO – GIOVEDÌ 12-03-1998

Giovedì 12 marzo 1998
Sarroch Le incredibili carenze si erano viste la notte dell’esplosione della nave cisterna cipriota ancorata in rada, di fronte a Porto Foxi, in attesa dell’autorizzazione all’attracco negli impianti a mare della Saras. Allora – erano le 22,30 dell’11 novembre del 1996 – solo grazie alla professionalità degli uomini della ‘Piloti Sarroch’, della ‘Battellieri’ e della Guardia costiera si riuscì a scongiurare il peggio, a recuperare i due marittimi filippini gravemente feriti e scaraventati in acqua dalla potente deflagrazione. Le difficoltà comunque non mancarono: tutte, proprio tutte legate a quelle strutture portuali assolutamente inadeguate per una rada trafficatissima di petroliere e dunque ad alto rischio. Nessun molo capace di fermare le onde in una sera di vento: solo due traballanti pontili in legno più adatti ad un chiattino che non ai mezzi di soccorso.Porto Foxi è così da sempre. Un ridicolo approdo per un tratto di mare ad alto rischio, dove ogni anno transitano quasi duemila petroliere, gasiere, chimichiere. C’è di più: le imbarcazioni delle diverse società marittime che operano nella zona (rimorchiatori, battellieri e piloti) e in collaborazione con le industrie petrolchimiche sono costrette a restare all’ancora a decine di metri dalla costa, in balìa del vento e di condizioni meteo spesso avverse.Per Porto Foxi, adesso, esiste un progetto dell’autorità portuale di Cagliari: la realizzazione di un’area di servizi e relativa darsena. «Più che un progetto, una proposta, che il comitato portuale deve discutere e quindi adottare», precisa il responsabile dell’autorità portuale, Italo Ferrari.Comunque sia per Sarroch c’è almeno aria di cambiamento, di mettere fine ai ritardi e a dotare questo tratto del litorale di un vero approdo con tanto di moli in cemento e relative banchine. Nel progetto di sistemazione l’area di Porto Foxi è indicata come ‘zona G7′, si parla di una darsena per i mezzi operativi. Per le imbarcazioni dei piloti, degli ormeggiatori e della Guardia costiera. Ad eccezione dei rimorchiatori, evidentemente troppo grossi per questo piccolo ma sicuro porticciolo, dove la profondità del bacino non supererà i quattro metri. Ancora: la difesa esterna, il molo di soprafflutto, sarà lungo complessivamente 240 metri. Con quello di sottoflutto, delimiteranno una darsena protetta di 0,5 ettari. A terra, poi, sulle banchine, verranno realizzati gli edifici di servizio, che sorgeranno in complessivi 1,5 ettari di terreno. In particolare l’idea è quella di allestire strutture tecniche e le sedi operative dei servizi portuali, in integrazione con i fabbricati esistenti in uso alle diverse amministrazioni. Capitaneria di porto compresa.Insomma, il futuro per Porto Foxi sarà meno precario, più consono ad un tratto di mare quasi interamente occupato dalle navi cisterna che fanno la spola tra gli impianti delle industrie e gli altri porti d’ Europa Europa . Petroliere piccole e grandi, gasiere, chimichiere che scaricano e caricano i loro prodotti nelle ‘isole’ di Saras ed Enichem. E dove, in questi anni, non sono mancati gli incidenti. Fortunatamente tutti controllati in tempo dalle strutture del soccorso. Proprio nei giorni scorsi l’autorità marittima della Sardegnaha reso noti i dati sulle operazioni e gli interventi in mare della Guardia Costiera. Non mancano certo quelli riferiti alle emergenze della rada di Sarroch. C’è di più: «Abbiamo firmato l’impegno perché le nostre motovedette effettuino controlli capillari sulle navi in transito», dice il comandante della Capitaneria di Porto di Cagliari e direttore marittimo per la Sardegna, Antonio Paglettini. «Le navi che vediamo con sospetto, inoltre, saranno attentamente e minuziosamente ispezionate a bordo dai nostri uomini. I nostri uffici, infine, si metteranno in contatto con quelli delle capitanerie dei porti dove le petroliere dovranno arrivare».Un protocollo preciso d’intervento che dovrebbe, almeno si spera, ridurre al minimo il pericolo di incidenti ed inquinamenti in mare da parte di navi troppo spesso vecchie e con equipaggi inaffidabili.
Fonte: lunione sarda