L’UNIONE SARDA – ALLARME PER LA MORTE NERA – GIOVEDÌ 01-10-1998

Giovedì 01 ottobre 1998
SARROCH:Allarme per la morte nera
Una grande chiazza di catrame minaccia la costaSarroch Una corsa contro il tempo per impedire al catrame di finire sulla costa. È ancora inquinamento nelle acque del golfo per una vasta macchia di petrolio scaraventata in mare da qualche nave cisterna. L’allarme è scattato ieri mattina intorno alle 11. L’Sos è stato raccolto dal centro operativo della Capitaneria di porto di Cagliari: «Petrolio in mare». E non poco. La lingua vischiosa, la vasta pellicola oleosa mista a grummi consistenti di catrame ormai solidificato stava galleggiando e viaggiando a tre miglia dal litorale, nel tratto compreso tra il pontile dell’Enichem e il porto canale. Quasi cinque chilometri di idrocarburi la cui provenienza non è stata ancora del tutto chiarita. Esistono tuttavia precisi sospetti che il prodotto oleoso possa essere stato gettato in mare da una petroliera in rada nella zona e per questo gli uomini della Guardia costiera hanno effettuato alcuni prelievi della sostanza presente in acqua per poterli poi confrontare con il prodotto trasportato dalla nave cisterna alla fonda.Se le ipotesi dovessero essere confermate, per il comandante della petroliera scatterebbero pesanti sanzioni e la denuncia per inquinamento. Se così non fosse, invece, ancora una volta non resterebbe che inveire contro qualche ‘nave fantasma’ in transito al largo, il cui comandante, lontano da occhi indiscreti, potrebbe aver predisposto il lavaggio delle stive per guadagnare tempo prezioso e evitare, in banchina, le spese di pulizia delle cisterne.Per tutta la mattinata e il pomeriggio hanno operato le motovedette della Capitaneria e gli equipaggi della società Battellieri e della Rimorchiatori sardi. Interventi di bonifica resi particolarmente difficili dalle condizioni meteorologiche avverse. Si è dovuto lavorare tra le onde di libeccio che spingevano inesorabilmente il catrame verso terra. La speranza è che durante la notte, quando a causa del buio le operazioni antinquinamento sono state interrotte, la scia di idrocarburi non finisca sulla terraferma, provocando l’ennesimo depauperamento della costa. Alle 20 di ieri sera la scia di petrolio si trovava a sud-ovest del porto canale e a tre miglia sud-est dal pontile della Rumianca di Macchiareddu. Con la corrente che non si decideva a placarsi. Le previsioni, d’altra parte, non annunciano nulla di buono, con lo scirocco in arrivo. Ancora venti da sud, dunque, che metteranno a rischio il litorale meridionale della Sardegna, già troppe volte colpito dall’inquinamento.Stamane le motovedette della Guardia costiera, i mezzi della Battellieri e della Rimorchiatori riprenderanno il mare per proseguire i lavori di bonifica. Con la speranza di non dover inviare altre squadre a terra per raccogliere i grummi di catrame.
Fonte: lunione sarda